giovedì 28 febbraio 2013

Vento di cambiamenti da levante

Nonostante mi fossi ripromesso di non menzionare i fatti contemporanei a questa esperienza, una minima incursione in questo ultimo giorno di febbraio la voglio fare.
Più per lo status di "giornata storica" che per altro:
Il papa ha lasciato il proprio incarico salendo in cielo con un elicottero (poco più tardi è atterrato altrove... Nixon style); l'è ex primo ministro è stato (nuovamente) imputato per cose che non si addicono ad un blog per gente tranquilla (Nixon style... Ehm); io ho comprato un cellulare (Nixon lo ha mai avuto un cellulare?) e la cucina al vapore ha fatto il suo ingresso in questa casa.
Ma andiamo con ordine...
Il pranzo è stato preceduto da un lungo atto preparatorio, quasi mistico, dove una piccola quantità di farina e acqua si sono tramutati in pasta. L' intervento di forze atte a rompere i magheggi tra i piccoli esseri viventi ivi contenuti ha permesso a questa di crescere e, una volta stesa e lasciata riposare in forno, ha prodotto pane e piadine integrali. Giunte le 16, il pranzo è stato offerto dal signor Rana, con il gentile contributo della piantina di salvia che vive sul nostro balcone.
http://instagr.am/p/WRYtbsKSIj/
12 speciali del Tg5 dopo (scherzo, non prendiamo canale 5 qui) la cuoca è nuovamente ai fornelli. Durante la mia assenza tira fuori wok, pasta di riso e verdure varie e si cimenta nella preparazione del l'involtino primavera vegetariano. Tornato a casa trovo il gatto coi fendinebbia accesi che tenta di ritrovare la sua ciotola nel fumo che invade la cucina.
Fumo non interamente causato dalla frittura degli involtini. Come ho detto, infatti, da oggi un nuovo oggetto campeggerà in cucina: un recipiente di legno con coperchio e base fatta a griglia che permette a quanto vi è contenuto di essere cucinato a vapore...
http://instagr.am/p/WShnZkyipw/
Ed ecco quindi il prodotto dell'antica tecnologia cinese: ravioli vegetariani cotti al vapore.
Così buoni che anche il gatto ha tentato l'assaggio.
"Torna ai tuoi bocconcini di carne!"
http://instagr.am/p/WShD3-SipG/

mercoledì 27 febbraio 2013

La rivolta del quarantotto

Fare un quarantotto, si sa, fa riferimento a creare scompiglio, modificare l'ordine o cambiare la norma. Quando lo scompiglio lo crea il quarantotto (è il numero di un dente del giudizio), son dolori, con tutte le relative ripercussioni del caso. 
Ieri è stato un giorno particolarmente pesante, ed il dente in questione ha fatto di tutto per complicare la propria estrazione, agganciandosi a uncino... 
... ma lasciamo stare.
Il risultato, come avete potuto notare, è stato il salto a piè pari dato l'impegno riposto nella sopravvivenza al dolore e la dieta a base di vellutate in brick (vago ricordo del "vino" tavernello) ci ha privato della voglia di raccontare la nostra esperienza .

Non a caldo, almeno. Ma quello che avete letto è il massimo che concederemo in merito a quel penoso momento.
Passiamo alla ripresa, il momento di allegria, e saltiamo anche la vellutata di stamane a pranzo (patate e carote, per la cronaca) per arrivare al pasto di questo sera. Degno risultato di una magnifica planetaria di origine natalizia, gnocchi di patate integrali con sugo di pomodoro. Anche questa volta quasi tutto fatto in casa. Quasi, perché sappiamo cosa significhi preparare il sugo, in estate, con i pomodori freschi e le mani che bruciano, ma non ci pensiamo minimamente a litigare con i frutti rossi per poi riempire il nostro piccolo giaciglio con bottiglie verdi impolverate. Il sugo lo prepara un tizio di una fabbrica qui in zona e noi gli siamo semplicemente grati.
Ma passiamo al dolce... Churros puri e semplici (oltre che gustosi) con cioccolata calda per intingerli...
Non dico altro. continuo a leccarmi le dita.
Quanto ci stanno piacendo questi 40 Days of Veg.

domenica 24 febbraio 2013

Sunday Morning in Veg

E' domenica... e come ogni domenica ci dedichiamo alla cucina sfiziosa, al nostro momento zen.
Ma a differenza delle altre domeniche (di cui leggerete più avanti, quando avrò il tempo di postprodurre le foto e di buttare giù tutti i testi arretrati) questa domenica ha il vincolo dei 40DoV e di conseguenza la produzione odierna sarà interamente a base di verdure.
Per ovviare all'intrinseca semplicità (la cuoca mi ucciderà) quest'oggi si preparerà tutto nei minimi dettagli. Questo significa che ogni condimento e panificato verrà prodotto direttamente in casa... tutto tranne la pasta.

E dato lo spinoso argomento che permea questa giornata (e per quanto io frema, sorvolerò sull'argomento elezioni) avremo pranzo e cena di forte impronta estera (tanto per prepararci ad una eventuale migrazione... ecco, l'ho detto).
Per pranzo, la chef si è sbizzarrita e ha preparato patate gratinate con riso basmati e spiedini di verdure. Data l'incerto luogo di migrazione, abbiamo optato per una birra francese, tanto da poter dire "le patate le mangiano si in francia che in germania".

E' vero, avevo detto che non avrei fatto polemica... ma volete mettere, ricommettere gli stessi errori del passato...
Ad ogni modo, pasto leggero e sfizioso, facile da preparare e che si accompagna perfettamente ai luppolati. La parte più difficile è pelare le patate e tagliare la cipolla e una volta terminato il pasto ci si può dedicare all'ozio domenicale sul divano, con la lenta "botta" della birra che cala.

Al termine del secondo giro completo della guida di sky, attraversiamo la manica per dedicarci al britannico appuntamento del te. Un te più leggero del solito (i dolcetti sono finiti ieri) e pertanto menzionato per le sole ragioni esterofile di cui sopra.


Al calar della sera, un susseguirsi di tonfi e "pestate" rompono l'assordante silenzio elettorale; la nostra chef si è chiusa in cucina ordinando il coprifuoco e sta dando sfogo alla sua ira...
Con la coda dell'occhio noto che il gatto è sul divano a guardare i Griffin e mi disinteresso della cosa.
Un oretta dopo ecco la sorpresa: Bretzel e pane "alla tedesca" ad accompagnare spaghetti col pesto fatto in casa e Aperol come aperitivo.
Mica male questi 40 Days of Veg. E chi se lo aspettava...

Domani non ci sarà molto da scrivere. Saremo tutti e due obbligati al pasto fuori casa (che promettiamo essere privo di carne) e a seconda dell'esito delle elezioni potremmo dedicarci alla cucina matta o al digiuno depressivo (o alla pizza consolatrice).

Buon appetito...

sabato 23 febbraio 2013

Un educazione classica

Tentare una nuova esperienza porta spesso ad avventurarsi in situazioni esotiche, lontanissime dalla propria quotidianità e non in linea con quella cui ci si sta immergendo. Nel nostro caso ci si trova a considerare piatti a base di seitan o tofu e a sperimentare sapori spesso in contrasto con i nostri gusti e le nostre abitudini. In linea con le ragioni di questo blog, abbiamo deciso di sperimentare, ma con una mano al portafoglio, ed una alla coscienza, abbiamo spostato la nostra curiosità sull'aspetto fotografico di questo blog, riscoprendo invece nell'ambito culinario piatti più tradizionali o in linea con Sunday Morning.
Foto: Tortelloni ricotta e spinaci con burro e salvia #sundaymorning #40daysofvegCome dice Wikipedia, la cucina italiana è piena di piatti vegetariani ed il primo di quest'oggi sono i tortelloni ricotta e spinaci con burro, salvia e ricotta forte in scaglie. Niente di più facile: pochi minuti per bollire i tortelloni (onnipresenti nei supermercati di Bologna), si buttano nella padella con il burro e la salvia, e subito prima di servirli, si grattugia sopra n po di ricotta forte a scaglie grosse.
Il gusto in questo piatto è la sua classicità... e le scaglie grosse di ricotta forte. E' uno di quei piatti in cui mi piace non mischiare il formaggio per preservarne lo spessore ed il caratteristico sapore.
Uno dei pochi casi.


Poi passa il pomeriggio e con esso alcuni dolcetti preparati per un te con gli amici. Causa neve il te è stato consumato privatamente e i dolcetti da terminare sono stati il doppio (e fortunatamente non ci sono foto a prova di ciò). Risultato: all'ora di cena la fame non arriva e la soluzione in questi casi è l'aperitivo.
Foto: Apericena (...)  tartine...  #sundaymorning #40daysofvegApericena, lo chiamano. Ovvero quando si approfitta dell'aperitivo offerto dai locali per farne una vera e propria cena.
La nostra versione semplificata ci vede alla finestra a ridere della gente che scivola fuori (la neve imperversa ancora) sorseggiando del lambrusco e stuzzicando tartine con formaggio fresco, pomodori freschi e secchi con pinoli (anteprima del pasto di domani), pezzi di parmigiano reggiano e asiago.
Anche questo un piatto semplice, veloce e gustoso.
E con la neve che cade fuori tutto fa più inverno e la voglia di queste coccole è innata nella nostra natura.

venerdì 22 febbraio 2013

Il gusto del mandarino


Trovare pasti a base di verdure (prive di carne) nei fast food e nei ristoranti è impresa ardua se non impossibile. Vivere nella città della mortadella garantisce un'ampia scelta di locali con specialità ragù, panificati a base di strutto, sughi di selvaggina ed il meglio degli affettati disponibili a est di greenwich, ma implica una scarsissima disponibilità di cuochi capaci di sostituire l'olio al burro e la relativa pena di chi si riconosce nella via del veganesimo.
Essere veg* deve comportare un approccio particolarmente zen ed una dose di pazienza di gandhiana memoria; ma esserlo per 40 giorni, lo riconosco, corrisponde solo alla memorizzazione di ogni pasto negato in una lista di "torno tra qualche giorno".
Quando però ci si trova a dover mangiare, pranzo e cena, in ristoranti per ragioni lavorative la situazione necessita soluzioni pratiche e, dato che il digiuno non è un opzione, la scelta più azzeccata è certamente il ristorante cinese.
Il cinese... quello degli involtini primavera, il riso alla cantonese ed il pollo alle mandorle. Sono certo che ognuno di voi ci è stato almeno una volta (magari proprio con il menù appena descritto). 

E bene, evitando ognuno dei piatti appena citati (dato il contenuto di prosciutto e pollo) ed iniziando a sfogliare il menù dalla seconda pagina in poi, superato lo scoglio del menu fisso a 10 euro, ci si presentano piatti a base di soia, riso, verdure, tofu e tanti altri nomi tipici della dispensa del novello veg*.
E dovendo compilare due menu per due pasti in due ristoranti cinesi distanti 160 km l'uno dall'altro abbiamo deciso di sperimentare dal pasto semplice all'incompreso.
Ma andiamo per gradi.

Ora di pranzo: interno, giorno... Fuori nevica e la gente si muove a tentoni. 
Stasera si suona in un locale a Piacenza e data l'onnipresente pizza offerta dai gestori si punta sulla cucina cinese... La scena si svolge in un tale take-away di fiducia che, compresa la situazione, acconsente di privare gli involtini primavera della componente carne e ci consegna recipienti di alluminio con riso alle verdure, spaghetti di soia con verdure e i già citati involtini primavera alleggeriti; componente speciale: la salsa agrodolce che verrà unita ad ogni singolo piatto di questa siberiana spedizione.

Ora di cena: interno, notte (a 160 km da casa)... Fuori nevica, la gente barcolla.
Il locale dove tra poco suoneremo ha un menù che prevede solo panini al prosciutto e nelle immediate vicinanze la scelta si riduce ad un ristorante cinese di fianco al locale ed un Road House Grill 100 metri più avanti... Per chi ci conosce la scelta è tutt'altro che scontata.
Il gestore del ristorante Ginese (sull'insegna è scritto così) è particolarmente comprensivo e spiegatagli l'origine delle nostre necessità (se ci sta leggendo, ancora Xie Xie) acconsente a modificare qualche portata del nostro ordine.
I piatti che ci hanno presentato sono stati:
Involtini primavera alleggeriti atto 2°, ravioli di verdure, zuppa con bambù, tofu funghi e non-ho-capito-cos'altro, riso taiwanese alleggerito della componente gamberetti e patatine fritte (memoria di ordinazioni d'infanzia).

Nonostante la ridondanza culinaria, ci possiamo definire soddisfatti della nostra nuova esperienza "mandarina". 
E voi avreste scelto il Road House Grill? e cosa avreste ordinato??

giovedì 21 febbraio 2013

La coscienza del pover'uomo

So bene che il leggero cedimento di ieri può aver fatto dubitare della nostra forza di volontà il migliore dei nostri lettori ma, si sa, si sente la mancanza di qualcosa solo quando la si perde.
Per indole, e per principio, possiamo spesso giornate intere senza toccar carne, ma la "forzatura" dettata da motivazioni empirico-goliardiche traduce una semplice percezione (il vago odore di una grigliata sui tetti di Bologna) in una tremenda necessità.
È giunto il momento di tralasciare queste distrazioni e concentrarsi su realtà meccanicamentre coinvolte nella nostra scelta... Da qui, la cucina povera.
È del pranzo di oggi che stiamo parlando, signore e signori; un pranzo tale da meritare il bis (rara eccezione): Spaghetti con burro, salvia, pan grattato e formaggio grattugiato...
Inutile dire che ha sopito qualsiasi desiderio assassino (potere dell saggezza popolare).


A sinistra della cena
Diciotto metri di pellicola dopo (Appena esce il video capi rete), digeriti un muffin ed un donut, nonché cinque nostalgici pezzi dei No use for a name si giunge alla cena, che, con intento più sobrio del radicale pranzo, si è presentata nella veste di Zuppa di lenticchie e pomodori accompagnata da Crostini con ricotta salata piccante e pomodori secchi (per non menzionare il vino foggiano).

Meno radicali, dicevamo....
E l ragione è dettata dalla scelta del "contorno": Millefoglie con panna e fragole

Mi fermo qui... Per oggi niente dissertazioni sulla vita... Ho poco ferro nel sangue e troppo pessimo vino per andare avanti...
Abbiate fede... I vostri eroi pseudo vegetariani giungeranno integri alla vittoria.

mercoledì 20 febbraio 2013

Verde... d'invidia - 40DoV - 02

Quando si hanno certe abitudini è difficile comportarsi diversamente. È un po come quando ci informano di avere una postura sbagliata (scoliosi non vi dice nulla?) e tentiamo di correggerla autonomamente, concentrandoci e sforzandoci per poi fallire miseramente alla prima distrazione.
È la stesso meccanismo che mi ha portato a considerare l'hot-dog di IKEA come potenziale spuntino delle 11, tra un lavoro ed un altro o che mi ga fatto ipotizzare un imponente cena a base di bistecche per la serata odierna.
Ça va sans dire, sul menu di oggi non vi è traccia ne di cani arrapati, ne "fette di posteriore".
Lo chef, nella sua casacca bianca e col baffo di Daliliana memoria, oggi consiglia...
Pranzo: pennette rigate con sugo di carciofi a pezzettoni (su ricetta di un certo Rana) seguito da creme caramel DIY.
Cena: pilaf di riso basmati con broccoli e formaggio grattugiato (notare l'immagine pre assalto).
La saggezza popolare descrive il riso come una pietanza che mantiene in piedi solo un ora... Dei broccoli, la saggezza popolare non fa menzione, ma posso con certezza affermare che passata detta ora lo stomaco ha ricominciato a brontolare.

Il gatto intanto si mangia i suoi bocconcini di manzo...

martedì 19 febbraio 2013

Inciampare sulla linea di start - 40DoV - 01

40DoV - Giorno 01
Ci hanno sempre detto che quando si prende un impegno è bene mantenerlo. Quando poi si decide di avere come testimone di detto impegno la rete (e le statistiche del post di stamane non lasciano dubbi), inciampare sulla linea di start equivale a cadere dal palco mentre si suona davanti a migliaia di persone.

Coscienti della nostra traballante reputazione virtuale, abbiamo afferrato il toro per le corna e, nonostante il lavoro ci abbia "costretto" ad un pranzo a base di pizza con pomodorini e olive e un insalata classica, stasera abbiamo fatto il nostro primo piccolo passo.

Ed è il momento delle prime grandi rivelazioni (ovvero la delusione dell'integralista). Per chi si aspettava qualcosa di sobrio, in linea con la tradizione pasquale e col tema del sacrificio, della rinuncia e della sobrietà, beh... sbagliato.
Per chi si aspettava rigida astensione da tutto ciò che implica derivati diretti o indiretti degli animali: ci spiace (ma potete continuare a volerci bene).
Per chi si aspettava dell ricette con descrizione minuziosa di ingredienti, foto di ogni misurino e conteggio delle calorie... ma come vi è passato per la testa?
Per chi si aspetta che io prosegua in questo sproloquio... ecco la rassegna del primo vero pasto di questa avventura: Crostino con scalogno, radicchio trevigiano e ricotta salata accompagnato da insalata di radicchio, cetrioli, pomodori e yogurt sotto un imponente bicchiere di Franziskaner gelata (che data l'incertezza della stagione sopisce i dubbi intorpidendo la mente).

Siamo solo alle colonne d'Ercole e la nostra volontà è forte...
Riusciranno i nostri eroi (a voi lascio il resto)

[e scusate per la foto con la birra un po bassa... il fotografo aveva sete]

Il perché della verdura


40 days of veg(...)

Il carnevale è finito e, finalmente, possiamo dichiarare chiuso il periodo invernale e tutti i grassi, dolci, e superalcolici (non storcete il naso) che trangugiamo da 5 mesi a questa parte.
Finisce una stagione e ne inizia un'altra, col suo carico emozionale e i suoi abiti tradizionali dalle tinte lavanda e l'odore d'incenso. 
Da piccoli in questi giorni ci chiedevano di fare un fioretto, rinunciare a qualcosa, in nome di qualcosa di più grande col celato intento di alleggerirci dal peso e delle cattive abitudini assunte. Da grandi riunciamo al fioretto e aspettiamo 48 giorni per giustificare il prossimo pranzo a base di colesterolo.

Quest'anno, invece, ci imbarchiamo in una esperienza tutta nuova, con scopi "scientifici" più che etici o religiosi.
Ce la faranno due trentenni onnivori a passare quaranta giorni rinunciando alla carne?
L'anemico dei due arriverà integro al traguardo di questa (non) eccezionale esperienza senza addentare il commesso del reparto frutta? E soprattutto, riusciranno a non indispettire i veri vegetariani (e ancor di più i vegani) con il loro goffo tentativo?

Questo è 40 days of veg... E tutto questo inizia oggi

venerdì 1 febbraio 2013

... e il settimo giorno creò la cucina

Incipit: ovvero le ragioni della domenica mattina.
Le nostre settimane sono dominate dalla ridondanza.
Lunedì sveglia presto, cappuccino, lavoro, caffè-cracker-caffè, panino al bar, dinuovolavoro, cracker-caffè e aperitivo-perché-rifiuto-il-lunedì-convenzionale.
Da martedì a venerdì è carta carbone, con caratteristiche sbavature da copia, la triste resa dell'aperitivo al frugale pasto davanti alla televisione e la relativa riscossa del venerdì, col suo carico di salatini e alcool e le disco-variazioni sul tema.
Poi c'è il sabato: iniquo giorno pseudo-lavorativo, dedicato al goliardico rito del "se non vado a dormire alle mille la mia vita non ha senso" con la conseguenza logica di domeniche relegate a mezza giornata dedicata alla ripresa da hangover.
Pensare a quelle mattine di sole, lontano ricordo di infanzia, quando svegliandosi alle 8 si sentiva già l'odore del pranzo sui fornelli e la domenica aveva anch'essa 24 ore e dei pasti decenti.
Questa è la ragione che ci porta qui tutte le domeniche mattina. Non riesumare un ricordo da riseppellire dopo che l'aura del profumo del sugo sarà svanita, ma riprendere possesso, in chiave odierna, di quelle ore mattutine, di quei gesti "zen" e di un piacere di mangiare, magari spendendo meno di un aperitivo, che questa routine ci ha lentamente portato via.
Queste sono le ragioni di Sunday morning.