domenica 31 marzo 2013

Racconti dell'orto botanico

E' finita.
Il quarantesimo giorno è passato, e con esso si compie il destino di questa rubrica.

In questi quaranta giorni non abbiamo parlato di ricette, principi nutritivi, ragioni etiche o di quali siano i migliori sostituti nutrizionali alla carne. Non ci siamo preoccupati dei costi del cambiamento e non abbiamo apprezzato le gioie del dimagrimento veg.

Abbiamo semplicemente raccontato una esperienza; uno spezzone di vita vissuta durante un particolare periodo di "purificazione" alimentare.

E come nelle migliori tradizioni, le storie come questa hanno una location, dei protagonisti, dei personaggi di contorno e altri di passaggio, fatti più o meno incredibili e, a volte, una morale.
La nostra storia si svolge in un piccolo orto botanico cittadino: piante e alberi di ogni tipo confinati tra tristi palazzoni del dopoguerra punteggiati da panni stesi e antiche mura medievali invase dalla florida vegetazione.
I due protagonisti, frequentatori accaniti di questo luogo incantato cercano di sopravvivere alle insidiose circostanze politico-finanziarie della loro epoca complicandosi la vita con scelte quali il chilometro zero e il consumo responsabile della carne. Al loro fianco alcuni fidati amici e come contesto personaggi degni del miglior Stefano Benni: il salassatore che viene dai Monti, il nano malefico multicentenario, il comico incompreso, la terra dei votanti incomprensibili, il papa stanco e il papa umile, il gatto vegano furioso ed infine il coniglio pasquale.
Le avventure forniteci da questo cast sono pressoché infinite; non parliamo di minuscole farfalle dal tornado facile, ma di personaggi capaci di modificare l'umore e il comportamento degli umani con un semplice monosillabo.

Ed i due eroi, che di questi provetti zeus sono succubi, dal basso del loro orticello si chiedono chi sia il sadico scrittore che si diverte a tessere l'intreccio di una storia tanto complicata e, per complicarsi ulteriormente la vita, decidono di rinunciare alla carne, che tanto su internet ci sono le ricette.

Il resto della storia lo sapete già: gli dei hanno parlato a vuoto, i mercati sono andati su e giù, le nostre ricette sono state inventate e preparate sul momento e la dieta la si fa in un altro modo.
Ma siamo contenti e possiamo raccontare che senza sgarro alcuno siamo riusciti a resistere per quaranta giorni ad oltre tre quarti del ricettario mediterraneo.

Fin.

E se ve lo state chiedendo, la nostra ultima cena veg è stata Gnocchi con pesto di noci e pistacchi seguita da una pita, inventata sul momento, fatta con la pasta degli gnocchi e ripiena di caciotta.

A domenica prossima...

giovedì 28 marzo 2013

Horror Vacui - 40DoV - 38

Ci sono giorni in cui interrompo il lavoro e frugalmente guardo fuori dalla finestra in cerca di movimento, della vita che brulica in strada e di un raggio di luce diretto. Quei giorni in cui è bello passeggiare, incrociare gente presa dai propri impegni ee pensare ai fatti propri, sereno per il semplice fatto di essere parte di qualcosa di vvo...
Oggi è il terz'ultimo giornodi questa esperienza, il nostro 40 Days of Veg che di recente abbiamo scoperto essere un idea già masticata in precedenza da altri, e di gente in strada non ce n'è. C'è il vuoto, la totale carenza di persone per le vie principali del centro ed una piogerrellina che fa passar la voglia di cercare le anime che popolano qeusto posto.
In questi anni ho vissuto svariate volte situazioni simili, nei miei periodi universitari, soprattutto.
Intorno a pasqua, in estate, durante i ponti. Pochi hanno la voglia di fermarsi qui, vedere come cambia la città, di sentire come l'accento di queste terre riemerga nei supermercati e per le piazze.
Fuggono tutti via, ed i negozianti non sembrano neanche arrabbiati o rassegnati. Sanno semplicemente che è così. E così la vivono.
Io, nonostante questi 11 anni di esperienza felsinea  ancora mi stupisco.
Giro per le strade scegliendo percorsi improbabili per calcare zone solitamente sovraffollate con scarso successo e mi infilo in negozi e locali che altrimenti mi sarebbero interdetti dalla calca o dal comportamento "egocentrico" del solito avventore "prima io poi tutto il resto del mondo... e io sono molto grosso!".
Più che un horror vacui è uno stato di sorpresa.
Ma passiamo a ciò che conta: i nostri ultimi giorni di questa esperienza.
Come consuetudine abbiamo attraversato giorni interi pieni di esperimenti ma privi di memorie, causa fame, pigrizia o.... meglio dimenticare, va...
Oggi riepilogo in poche parole le ultime due cene.
Ieri sera ci siamo dedicati al leggero (ormai è un leit motiv) quanto mai apprezzato Bulgur.
Bulgur ai piselli e asparagi cotto a vapore
E' stato preparato completamente al vapore, in un cestello di bambu di origine cinese.
Quest'oggi fa freddo e ci siamo dedicati a soddisfare la nostra voglia di coccole e caldo:
Aperitivo a base di Nachos con formaggio fuso e peperocini
Primo: pizzoccheri (e c'è poco altro da dire... si descrivono da soli).

Pasqua è vicina e con essa, si avvicina la fine di questa sezione. Ci sono vari motivi per cui probabilmente ripeteremo esperienze analoghe, e altrettanti per cui questa non diventerà la nostra scelta di vita definitiva.
Ma la mia chef è qui di fianco che dorme e la mia tastiera è troppo rumorosa.
Vi racconterò questa storia un'altra volta.



sabato 23 marzo 2013

Incipit di primavera e strade di città

Oggi finalmente l'ho sentita. Sempre lei, sempre uguale; stesse emozioni e stessi pensieri.
Quando arriva la primavera, o presunta tale, arriva puntuale: sono li che passeggio per il centro, o pedalo per le strade e parte in testa, come fosse un disco sincronizzato al meteo. Una canzone cantata con forte accento nipponico, che parla del diventare grandi e dell'abbandonare la propria città.
Quando parte la primavera è li, a pochi passi, non sbaglia mai. Può anche nevicare, come dice il meteo dei prossimi giorni, ma sarà di passaggio, ci scommetto. Questo periodo sta per finire.
E con lui finirà questa esperienza dei 40 Days of Veg. Siamo al 32° giorno e tra poco più di una settimana potremo ritornare al nostro consumo responsabile della carne.
Intanto abbiamo scoperto i luoghi dove è impossibile "scegliere" qualcosa di vegetariano, ovvero dove se sei fortunato c'è un solo piatto adatto, e quelli dove si fanno in quattro per portarti qualcosa di buono e privo di carne.
E' vero che fino all'altro giorno non mi era mai capitato di spendere 65 € a coppia per un pasto completo a base di verdure, ma sono esperienze che vanno fatte, se no che gusto c'è?
Ma torniamo a dove ci siamo lasciati l'ultima volta:
19 marzo, il martedì in cui ho tirato la cinghia... di distribuzione; Essa è una di quelle cose fondamentali per il funzionamento di una macchina di cui pochi sono a conoscenza finchè non ci abbandona. In quell'esatto momento, ovvero quando vi diranno che si è rotta, verrete informati dell'esistenza anche di valvole, albero a cammes, e una sorta di cielo del cilindro, da cui vorrete tirare giù tutto il tirabile.
Data la situazione emotiva in cui versavo la chef ha approntato una coccola di tutto rispetto: la pasta al forno.
Zucchine lessate buttate con il formaggio nel tegame in cui sono stati scolati i conchiglioni. Risultato: croccante e gustoso e con l'aggiunta di noci è veramente di prima.
Rimane il danno al motore...
ecco

Dopo quella pasta si sono susseguite due influenze, un bruttissimo preventivo, una cena vegetariana (buona ma) salata ed alcune pizza. Fino ad oggi: seconda giornata di influenza.
Data la limitazione motoria/salutare della sua bella, il vostro è stato chiamato a preparare il pranzo e data la scarsità di mezzi, e la mancanza di fantasia, ha fatto incetta di pomodori, radicchio, mozzarella, uova e formaggi per tirar fuori crostini alle uova-misto-formaggio (in realtà creazione della bella ammalata) e insalata di quel che resta dalla lista. E dato che non si smette mai di imparare, ho scoperto che le uova strapazzate vanno sbattute nel piatto e non nella pentola... e col formaggio sono ancora più buone.
Visti i livelli raggiunti a mezzodì, appare logico che la cena andava rivista al rialzo. E noi non siamo certo tipi che si accontentano della bistecca di seitan o dell'arrosto di tofu. Qui ci vuole qualcosa di realizzabile da zero: solo materie prime, gas metano e un po di sana forza elettromotrice!
Farina, acqua, lievito, noci, peperoni freschi, zucchine fresche e radicchio (residuo del pranzo). Al gas ci ha pensato Hera, la dea delle utenze bolognesi.
Voi che ci avreste fatto con questi ingredienti?
Io probabilmente avrei preparato un'altra insalata mista, salvaguardando la farina per le tarme del cibo e relegando il lievito al cassetto sfigato del frigo. Ma la nostra chef no. Lei prima impasta farina, acqua e lievito nella sua planetaria, poi ci litiga, per distendere un po la situazione. Infine assembla il risultato di sminuzzamento e grigliatura (si dirà poi così?) del resto degli ingredienti per preparare la pizza.
Già. Il nostro 64° piatto è di nuovo la pizza. Ma questa è quella fatta da noi (lei). Questa da soddisfazione.

Ed è come piace a noi.

domenica 17 marzo 2013

Le Idi, San Patrizio e le mezze stagioni - 40DoV



Le idi di un marzo ventoso
A volte mi chiedo come certi detti siano diventati luoghi comuni. Il riso fa buon sangue (o era il vino?). Donne e buoi dei paesi tuoi (vallo a dire ad un indiano...) e la storia delle mezze stagioni... Cosa sono le "mezze stagioni"? e ci sono mai state queste graduali variazioni metereologiche di transizione da una stagione ad un'altra? Ve lo immaginate voi Cesare, che valutando i "presagi" dei giorni precedenti le Idi di Marzo si rivolge a Calpurnia e afferma: "non ci sono più le mezze stagioni, meglio coprirsi o, come ha detto l'indovino, mi verrà un colpo".

E in questi giorni non si sente che ripetere questo, in effetti. Dagli anziani alle fermate del bus, ai fruttivendoli nel "quadrilatero". Un eterogeneo coro lamenta l'assenza di certezze da parte del servizio metereologico.

Eppure ci sono decine di proverbi che sottolineano quanto Marzo sia bizzarro. Chi ci ha preceduto su questa terra ha trovato il tempo di descriverlo in tutti i modi valutandone poi tutti i possibili risvolti; Da quello che parla della potatura della vigna a quello che lo lega alla sorte di aprile o di maggio;  ma quello che sicuramente più si addice al presente (e che probabilmente più interessa all'homo smartphones) è sicuramente "Marzo pazzerello, esci col sole, prendi l'ombrello". Anche perché senza ombrello, gli schermi tattili hanno ben poco utilizzo.


Tutto ciò per dire che il tempo in questi giorni è particolarmente folle.
Al mattino vieni svegliato da un raggio di sole e, tempo di una doccia, un diluvio inperversa fuori dalla finestra.

E di questo ne risente soprattutto l'umore: chissà, Bruto potrebbe essere stato un metereopatico. Si spiegherebbero molte cose.

Noi che di metereopatia fortunatamente non siamo affetti anziché scannarci abbiamo pensato a che piatto dedicare alla fine del "dictator": il piatto più famoso della cucina italiana (a parte la pizza), ovvero quello con "a pummarola 'ncoppa".
Semplice (ritorna spesso nei nostri post...), buono (...anche questo...) e che mi lascia pochi piatti da lavare (...questo conta moltissimo!!!).
E anche Cesare è andato.

Postumi di una band forfaittaria
Liberi dalla dittatura, si può pensare al futuro, alla primavera che incalza (con i già citati temporali-bastardi-che-mi-fanno-tornare-a-casa-fradicio), all'imminente festa di San Patrizio e alle serate fuori.
Quelle serate passate ai giardini, magari ad un concerto, ad ascoltare gente che si sbatte per creare qualcosa e si impegna al massimo sul palco per ogni singolo spettatore presente.
Ci sono delle volte, invece, in cui le band sono li solo per la "gloria": non credono veramente in quello che fanno ma è difficile scoprirli. Nascondono bene il loro vero interesse, fino a quando non si comportano come dei veri str**zi e decidono di lasciare il locale perché alle 9 non vedono arrivare la gente che speravano.
Parlo di personaggi di basso calibro, che si spacciano per band Death-Core e si portano i genitori al concerto, capaci di mandare a quel paese un intero concerto perché con loro si portano via tutta la back-line, (l'attrezzatura base che di solito porta il gruppo del posto) lasciando i restanti gruppi, provenienti da minimo 200 km di distanza, con molte gatte da pelare.
Sono storie tristi ma vere, che anche questa volta hanno ispirato un piatto. Ai tirchi di turno le trofie col pesto. Con la speranza di non condividere più il palco con loro.

Il quadrifoglio sulla pinta
Ed eccoci a domenica, il nostro giorno preferito. È San Patrizio, e a noi che abbiamo un parente nella verde Irlanda piace festeggiare questa ricorrenza.
Siamo partiti con una colazione a base di Bagel dolci e torta di mele. L'insistenza della pioggia di questi giorni ha reso verde anche la nostra zona e per immedesimarci meglio abbiamo optato per una passeggiata per uno dei parchi più grandi della zona. Quindi, completamente infangati, siamo tornati a casa e abbiamo preparato il pranzo: calzoni con feta e pomodoro.
Certo, non tutto può uscire perfettamente e come si vede nell'immagine sopra, ci possono essere incidenti di percorso...con relativo spargimento di ripieno.
Ma eccoci al vero e proprio festeggiamento. Entra la pinta.
la tanto amata Guinness, dal colore rosso rubino quasi impenetrabile alla luce: ha egregiamente accompagnato crostini a base di pomodori secchi e freschi con feta, olive nere piccanti, tagliere di feta e scamorza e infine omelette con formaggio.
Il resto è nebbia...

giovedì 14 marzo 2013

Scioperi, papi e lunghi addii - 40DoV

Assente per qualche giorno, lo so... ormai è il mio incipit preferito. Ma non è stato certo uno sciopero ad impedirmi di informarvi sulla nostra fantastica avventura.
Purtroppo è stato il climax di un lungo addio: un epilogo tutt'altro che felice di una vita i cui ultimi anni sono stati cadenzati da un "mi hanno dimenticato qui" mentre qualcosa le cresceva dentro senza controllo.
Un epilogo che quando è giunto deve aver avuto un che di "cinematografico", con luci e sagome familiari al di là del tunnel.
E chi resta qui, con l'amaro in bocca, realizza che probabilmente è meglio così e la immagina felice.
Già...
Certe amare notizie spesso arrivano senza preavviso: mentre ti prepari al tuo 22° giorno di veg con già la macchina fotografica pronta e l'acquolina in bocca; farina ovunque e la tua chef preferita che operosa gironzola per la cucina con i suoi mestoli.
Guardi quei piccoli gnocchi addobbati con zucchine e salvia ma pensi ad altro: al probabile viaggio che farai domani, a come contattare chi ancora non lo sa, e cerchi di andare avanti.

Passa la notte e cominci a vedere le cose con più lucidità. Il dolore che finalmente è cessato, oltre ottant'anni di vita vissuta e un amore "spezzato" prematuramente quasi vent'anni fa. Sei pronto a pensare veramente ad altro. La TV parla del vaticano e del toto papa, mentre sul web si commentano le non-avventure processuali del signor B. Ho molto lavoro da sbrigare e riesco a distrarmi.
Nel tardo pomeriggio arriva la notizia della fumata bianca e la schermata di facebook si divide tra curiosi e sfottò. Se non fosse stato per questi ultimi, probabilmente non avrei neanche notati i primi e non sarei andato a cercare un TG con l'eterna domanda:
"chissà se il papa sarà nero..."
Ma niente... delusione.
I cavalli dell'apocalisse possono tornare al loro posto: la loro preoccupazione per ora sarà evitare di finire in qualche preparato a base di vitello liofilizzato.
A farci compagnia il piatto del giorno (a pranzo ormai mangiamo insalate o pizze): Zucchine ripiene di burgul e cipolle con scamorza affumicata fusa.
Un piatto che farà la storia... almeno per noi.
E rieccoci al passo con il presente, ovvero a oggi. Giornata che verrà ricordata per lo sciopero improvvisato dei mezzi pubblici. Considerato che ha piovuto incessantemente dalle 7 di stamane alle 18 di questa sera, la mancanza di ciclisti e l'eccessiva presenza di automobili danno un significato tutto nuovo a "traffico bloccato".
Ognuno ha le sue ragioni. E se non appaio inviperito è solo perché i due shooting programmati per oggi erano entrambi entro un raggio di 200 metri da casa.
Non posso scioperare, è vero, però qualche plus questo essere freelance ce l'ha.
E questa sera ho deciso di cimentarmi nell'arduo ruolo del cuoco. Uno dei piatti che mi viene meglio è il risotto coi funghi. Niente di speciale, se non che questa variante ha il dado vegetale (ma va?) e una combinazione di riso e funghi trifolati selezionati e abbinati dopo anni di esperimenti.
Ecco il mio momento da protagonista ai fornelli... dopo 24 giorni.

Da domani tornerò a lavare i piatti.

lunedì 11 marzo 2013

40 Days of Veg - Menu

D01 - 19/02/13  
P - Pizza con pomodorini
C - Crostino con scalogno, radicchio trevigiano e ricotta salata con insalata di radicchio, cetrioli, pomodori e yogurt.
D02 - 20/02/13
P - Pennette rigate con sugo di carciofi, Creme Carmel
C - Pilaf di riso basmati con broccoli e formaggio grattugiato
D03 - 21/02/13
P - Spaghetti con burro, salvia, pan grattato e formaggio grattugiato
C - Zuppa di lenticchie e pomodori accompagnata da Crostini con ricotta salata piccante e pomodori secchi - Millefoglie con panna e fragole
D04 - 22/02/13
P - Riso alle verdure, spaghetti di soia con verdure e involtini primavera alleggeriti
C - Involtini primavera alleggeriti atto 2°, ravioli di verdure, zuppa con bambù, tofu funghi e non-ho-capito-cos'altro, riso taiwanese alleggerito della componente gamberetti e patatine fritte
D05 - 23/02/13
P - Tortelloni ricotta e spinaci con burro, salvia e ricotta forte in scaglie
C - Tartine con formaggio fresco, pomodori freschi e secchi con pinoli, pezzi di parmigiano reggiano e asiago
D06 - 24/02/13
P - Patate gratinate con riso basmati e spiedini di verdure
C - Bretzel e pane "alla tedesca", spaghetti col pesto fatto in casa
D07 - 25/02/13
P - Stuzzichini
C - Stuzzichini
D08 - 26/02/13
P - Yogurt
C - Vellutata di qualche tipo
D09 - 27/02/13
P - Vellutata di Patate e Carote
C - Gnocchi di patate integrali con sugo di pomodoro, Churros con cioccolata calda
D10 - 28/02/13
P - Tortelloni burro e salvia
C - Involtini primavera fatti in casa e ravioli vegetariani cotti al vapore.
D11 - 01/03/13
P - Pasta col pesto
C - Pittule, carciofi, verdure e Bretzel
D12 - 02/03/13
P - Insalata
C - Cena Vegan @NoCage / Tortellini ricotta e spinaci e tagliatelle coi funghi
D13 - 03/03/13
P - Burek da amici
C - Stuzzichini da altri amici
D14 - 04/03/13
P - Trancio di pizza alle patate / Gnocchi con sugo
C - Orecchiette con broccoli e peperoncino
D15 - 05/03/13
P - Riso / Broccoli con uova
C - Insalata di pomodori, scalogno e rucola, peperoni alla griglia, aglio e menta e formaggio feta
D16 - 06/03/13
P - Orecchiette con ricotta, peperoni e pinoli
C - Pizza con zucchine e scalogno, pomodorini e rucola e formaggio di Castel San Pietro; Insalata
D17 - 07/03/13
P
- Pizza con patate
C - Aperitivo per un nuovo nato
D18 - 08/03/13
P
- Yogurt /  Crescenta con pomodori
C - Festa della donna al ristorante Indiano
D19 - 09/03/13
P
- Pasta col pesto
C - Aperitivo Veg al Cafè Letterario Carracci-Fava
D20 - 10/03/13
P
- Riso rosso thai con zucchine, cipolle, piselli e uova
C - Involtini primavera, Ravioli con porri e ricotta burro e salvia,  Tagliatele con funghi chiodini, Patate gratinate con formaggio asiago accompagnate da aglio al forno
--------------------GIRO DI BOA----------------------------------------
D21 - 11/03/13
P - Panino Caprese con mozzarella dell'appenino bolognese e pomodori secchi
C - Focaccia con pesto e Pizza con asparagi,  Noodles con piselli, asparagi e fave
D22 - 12/03/13
P - Insalata di finocchi, carote, noci e uova sode;
C - Gnocchi con zucchine, Medaglioni di patate lesse in pastella
D23 - 13/03/13
P - Insalata
C - Calzone al formaggio in padella, Zucchine ripiene con bulgur e scamorza affumicata
D24 - 14/03/13
P - Trancio di pizza (che è impossibile trovarne uno vegetariano!!!)
C - Risotto coi funghi
D25 - 15/03/13
P - Pennette col sugo fresco di pomodoro
C - Panino vegetariano
D26 - 16/03/13
P - Trofie col pesto
C - Apericena fuori
D27 - 17/03/13
P - Calzoni pomodoro e scamorza o pomodoro e feta
C - Aperitivo San Patrizio
D28 - 18/03/13
P - Pizza
C - Pasta con zucchine
D29 - 19/03/13
P - Pizza integrale con verdure
C - Pasta al forno con noci, zucchine e formaggio
D30 - 20/03/13
P - Pasta
C - Cena Vegetariana da Zenzero
D31 - 21/03/13
P - Crostino con uova e formaggio
C - Verdure grigliate
D32 - 22/03/13
P - Crostino con uova e formaggio, insalata con radicchio, pomodori e formaggio
C - Pizza fatta in casa con radicchio e noci, e peperoni e zucchine
D33 - 23/03/13
P - Le pizze di ieri
C - Formaggi Francesi
D34 - 24/03/13
P - Pasta col pesto
C - Riso e Lenticchie con sugo di pomodoro
D35 - 25/03/13
P - Pizza margherita / Insalata
C - Aperitivo tarallini, olive e formaggi
D36 - 26/03/13
P - Pasta col pomodoro / Pasta con asparagi
C - Tortelloni ricotta e spinaci con crema di funghi
D37 - 27/03/13
P - Pizza ai peperoni
C - Bulgur ai piselli e asparagi cotto a vapore
D38 - 28/03/13
P - Pasta con sugo di funghi
C - Pizzoccheri valtellinesi, nachos con formaggio fuso e peperoncini
D39 - 29/03/13
P - Insalata
C - Pizzoccheri valtellinesi, secondo tentativo... riuscito
D40 - 30/03/13
P - Bruschetta con peperoni e ricotta
C - Gnocchi con pesto di noci e pistacchi, Pita di pasta di gnocchi con caciotta
-------------------------------- FINE----------------------------------------

I gusti dei bambini

Da piccoli abbiamo dei gusti particolarmente ristretti in fatto di cibo. Odiamo le verdure, i broccoli e tutte quelle cose che la TV non pubblicizza. Sbraitiamo, facciamo i capricci e sfoggiamo bronci degni della pubblicità dei pannolini perché li riteniamo di cattivo sapore e sdegnati dell'indecente proposta esclamiamo la frase tanto odiata da ogni genitore: "mi fa schifo".

E io non facevo eccezione: cicorie, bieta e broccoli erano il mio "rovina-appetito" ma ciò che proprio non riuscivo a mangiare erano le fave. In particolare nella versione tanto diffusa nel Salento, ovvero alla pignata.
Quella poltiglia gialla accompagnata da cicorie era ciò che più temevo quando mi sedevo a tavola
(in realtà al primo posto ci sono tutt'ora i mitili, ma non essendo argomento di questo blog...).

Oggi inizia la seconda metà di questo viaggio ed è il momento di fare i conti con il passato. Il menù prevede proprio le fave e, alla faccia del giovane me stesso, mi piacciono.

Ma la chef non si accontenta e per celebrare a dovere il giro di boa è andata a far spese in un supermercato orientale ed è tornata a casa con i Noodles.

Ed ecco cosa ha portato a tavola: Focaccia con pesto e Pizza con asparagi, Noodles con piselli, asparagi e... fave.

Ho imparato la lezione (ma i mitili continueranno a farmi schifo comunque).

domenica 10 marzo 2013

Respiro profondo, testa sott'acqua...

Purtroppo la costanza nella pubblicazione di questi 40 post è venuta a mancare; a causa di feste, eventi, aperitivi da e con amici o, in casi un po più tristi, piatti poco "degni" di essere raccontati.
Abbiamo allora deciso di pubblicare la pagina in cui trascriviamo tutto quello che abbiamo mangiato in questi 20 giorni ed in cui scriveremo quello che mangeremo nei prossimi 20.

Nonostante ciò però siamo arrivati alla fine della prima metà dì questa esperienza e abbiamo deciso di festeggiare con una cena a base di...
... un attimo solo. Prima della cena c'è il pranzo.

Il pranzo della domenica per la precisione, che dato l'intento di una cena corposa è risultato più leggero del solito,
Il piatto del mattino è infatti stato "Riso rosso Thai con zucchine, cipolle, piselli e uova". A guardarlo potrebbe ricordare una colazione continentale a base di bacon e uova strapazzate; per un piatto del genere si dovrà però aspettare almeno altri 20 giorni.
Nonostante la semplicità, non abbiamo rinunciato al gusto.e al piacere degli occhi.
Credetemi quando vi dico che la fame è arrivata nel momento in cui questo piatto mi si è presentato davanti.

All'ora di pranzo l'atmosfera in strada era quasi surreale. 19° C, il silenzio tipico della domenica d'estate ed un sole che "ce n'era proprio bisogno".

Ma se è vero che tutto deve essere "equilibrato" (vogliamo parlare di politica?) una giornata così bella in marzo vale almeno due nevicate ad agosto. Detto-fatto, alle 3 il cielo ha iniziato ad annuvolarsi e alle 5 i fulmini tuonavano al di sopra delle due torri.

Ritornati nel mood invernale ci siamo dedicati alla spesa in un supermercato senza luce (anche se quando siamo entrati noi la luce c'era), scegliendo i formaggi in base all'odore che traspirava dalle confezioni e le verdure in base alla consistenza. Al ritorno dell'illuminazione il nostro carrello era popolato da intrusi quali "merendine all'uva passa" e noccioline ricoperte di wasabi.

Tornati a casa la Chef ha realizzato in meno degli 80 minuti una sfilata di piatti degna del traguardo che festeggiamo oggi:
Involtini primavera alleggeriti con salsa agrodolce fatta in casa
Bis di primi a base di Ravioli con porri e ricotta burro e salvia e Tagliatele con funghi chiodini,
Patate gratinate con formaggio asiago accompagnate da aglio al forno...
... il tutto annaffiato da Pignoletto frizzante per la gioia dei bambini.

Ed eccoci qua, giunti alla fine della vasca: Respiro profondo, testa sott'acqua, capriola e, spinta per arrivare al traguardo.

mercoledì 6 marzo 2013

Giorni di pioggia

Con tutti gli avvenimenti dei giorni scorsi ci era del tutto sfuggito il traguardo della seconda settimana nonché mezzo mese do questa storta avventura. Non siamo stati costanti come avremmo voluto nel descrivere le nostre storie, ma ci stiamo impegnando per raccontare ai nostri "20 lettori" (non siamo mica ai livelli di Manzoni noi) questa esperienza culinaria.
Per dimostrare la nostra buona volontà quest'oggi abbiamo resistito alla fame dell'ora di pranzo per fotografare il piatto del mattino e possiamo presentarlo qui, per il vostro piacere.
Data la quantità di pasta fresca preparata dalla nostra chef qualche giorno fa, il pranzo di oggi saranno orecchiette (fumanti) con ricotta peperoni e pinoli... le piantine sullo sfondo non sono state maltrattate per questa ricetta.
Facili quanto buone: sono scomparse dal piatto in pochi istanti.

Ma come ci hanno sempre insegnato, a mangiare in fretta non ci si sazia, e per confermare il vecchio adagio alle cinque del pomeriggio è iniziato il concerto degli stomaci. Ho allora organizzato una spedizione in quel della zona universitaria per recuperare provviste per la merenda dei campioni. La nostra "pausa caffè" senza il lavoro intorno: i cappuccini e i muffin al cioccolato di ITIT.
Quest'immagine gode di tanto spazio a causa dell'enorme quantità di zuccheri ivi contenuti. 

Qualche litro d'acqua ed alcuni "CSI" dopo è arrivato il momento che io aspetto tutta la settimana: la sera della pizza.
Non è una tradizione vera è propria; non gode di un posizionamento specifico all'interno della settimana o di un momento dedicato del mese. Semplicemente arriva e ci lascia satolli. Oltretutto questa è una pizza diversa dal solito poiché fatta in casa in ben due varianti: la prima con zucchine, scalogno e caciotta di Castel San Pietro, e la seconda con pomodorini, rucola e caciotta di Castel San Pietro. In realtà la caciotta è stata smangiucchiata sia prima che durante la pizza... talmente buona.
Peccato che per la pigrizia e la pioggia non sia voluto uscire a prendere una birra d'accompagnamento.
A chiudere il pasto un insalata di radicchio: semplice, leggera e... perfetta.

martedì 5 marzo 2013

Immagine di un estate

La pioggia ha ormai iniziato a cadere e a quanto dicono in tv, non cesserà per i prossimi due giorni. Nel frattempo la città rimette nel cassetto le parole e le note del compianto Lucio, dopo il concerto tenutosi in suo onore nella sua Piazza Grande. Ma la realtà di questa giornata non ci permette  di limitare i pensieri tristi a questo unico evento, rimestando il ricordo delle facce e dei fiori di un anno fa: essa ha una connotazione talmente grigia che la voglia di deprimersi assalirebbe il più allegro dei fringuelli.
Oltre a parlare di meteo, la TV oggi racconta di omicidi in famiglia, di politici litigiosi e di ignoranti piromani che hanno dato alle fiamme la Città della Scienza, il più importante centro culturale di Napoli. Uno di quei posti in cui, solo a essere dentro si diventa un pelo migliori; per osmosi. Uno di quei luoghi che in certe situazioni sono necessari. Ad incuriosire, a tenere lontano da "cattive compagnie", ad insegnare, a guidare. Poco, è vero. Ma è il solito discorso della goccia nel mare.
E allora abbiamo voluto dedicare questa serata all'immagine classica che abbiamo di quei luoghi, un po da turista americano e un po da chi vuole cacciare via la pioggia e il grigiore che attanaglia questo pezzo d'Europa. Un immagine ricca di colori e dal sapore genuino, prodotto della terra e del lavoro di mani sapienti, oneste e scavate dal tempo.
Tutto ciò che si può desiderare in un pranzo d'estate, seduti al tavolo di una veranda con affaccio sul golfo più bello del mondo o sulle interminabili distese di campagne che si perdono nell'entroterra: Peperoni, pomodori, scalogno, menta, peperoncino e... feta; perché la mozzarella quella vera la puoi mangiare solo li.
Il bicchiere l'abbiamo riempito d'acqua perché, diamine, nella nostra fantasia fa caldo e non vogliamo certo rovinarci la pennica del pomeriggio. E poi, oggi, non c'è nulla a cui brindare.
Dalla nostra finestra, intanto, arrivano i rumori delle auto che sfrecciano sulla strada bagnata e noi siamo di nuovo qui, in questo inverno, ma con un assaggio di estate nel piatto


lunedì 4 marzo 2013

Preludio ai giorni di pioggia

La giornata appena trascorsa aveva un non so che di primaverile: il centro pieno di turisti accorsi per il concerto di compleanno di Dalla, un cielo vibrante illuminato da un sole capace di scaldare via la stanchezza e un sacco di gente fuori dalla nostra finestra che probabilmente non ci lascerà dormire neanche stanotte...
Giornata stupenda, già; peccato però che a causa dei simpatici frequentatori di questa zona  la notte scorsa non sia stata "fruita" ed il risultato è stato uno zombie in mezzo a tante magliette di Lucio Dalla urlanti in preda all'emicrania sotto un sole incapace di curare la stanchezza.

Ma il bello deve ancora arrivare. Il servizio meteo prevede infatti per i prossimi giorni notti scroscianti e quiete, dove sarà possibile soddisfare la propria necessità primaria del sonno cullati dal fresco rumore della pioggia. E allora si ragiona come i nostri nonni (no, non intendo uscire a sbraitare contro gli urlatori notturni): ci si prepara al periodo di pioggia riempiendo la dispensa. E credetemi, 50 € di verdura pesano veramente tanto.

Risultato: il frigo è pieno, il portafogli non ha ben capito cosa sia capitato, data la mancanza di bistecche nello scontrino e il menu si arricchisce di piatti sempre più verdi.

Ma passiamo al menu del giorno... A pranzo lo zombie ha mangiato un trancio di pizza alle patate di fianco alla location di uno shooting mentre la chef, a 500 metri di distanza, ha optato per degli gnocchi al sugo.
Dopo il salato passaggio al supermercato il primo piatto tratto dal frigo verde è stato Orecchiette con i broccoletti (poiché le cime di rapa erano sparite) ed un tocco di peperoncino seguito da Insalata di Radicchio trevigiano (immagine non disponibile causa capra).

Come inizio (siamo al quattordicesimo giorno di 40 Days of Veg) sembra promettente...
...ma voglio vedere quanto dura una spesa da 50 € di sole verdure.

venerdì 1 marzo 2013

Bucare due volte nello stesso giorno

Viviamo in un epoca in cui sempre più di rado ci rivolgiamo a qualcuno per ottenere servizi. In passato si andava dal fotografo per un ritratto (pensate alla gag di Totò in "Miseria e Nobiltà"), dal tecnico per sistemare il computer, da dietologi per rimetterci in forma e dal meccanico per cambiare la camera d' aria della bicicletta. 
Oggi, un po per tutorial su internet, un po per presunzione e per l'onnipresente fattore economico, cerchiamo di risolvere le nostre piccole problematiche rivolgendoci ad amici o, ancor peggio a noi stessi, con risultati spesso comici.
40 Days of veg ne è un esempio, con il suo goffo tentativo di soddisfare le necessità nutrizionali di due individui adulti con un approssimativo mix di verdure e legumi accompagnati a formaggi e curiosità: un po come squarciare la nuova camera d'aria della bici mentre si rimette il copertone nella sua sede (storia vera).
E lo scrivo perché n questi giorni sono giunte alcune critiche sulla nostra scelta, certamente gustosa, ma poco equilibrata. La mancanza di proteine sostitutive a quelle della carne, l'eccesso di panificati e di pasta... Tanti fattori che minano l'ingenuità di questa esperienza, ma non la voglia di andare avanti. 
Perché, diciamocelo, quando siamo in viaggio amiamo mangiare i piatti del posto non curandoci del contenuto nutrizionale degli stessi: in 8 giorni tra Bretagna e Normandia siamo stati capaci di mangiare 8 incarnazioni diverse del medesimo piatto, accompagnato dall'onnipresente Sidro. Lo stesso faranno coloro che visitano l'italia... Chili e chili di pasta. Con vari condimenti, certo... ma sempre di pasta si parla. 
Ed è il suo bello. La certezza della temporaneità dell'errore. 

"I ate all kind of macaroni and noi I wish I could..." 

Probabilmente anche noi alla fine di questa esperienza patiremo una vaga malnutrizione. E' però certo che  ricorderemo i piatti, il loro particolare gusto ed i momenti della preparazione con la coscienza che se non fosse stata per una storta idea invernale, tutto questo non sarebbe mai entrato a far parte dei nostri ricordi.

Quest'oggi niente foto. La bici bucata ha compromesso le tempistiche ed il pranzo si è volatilizzato prima che potessimo pensare alle foto.
Per cena abbiamo optato per un piatto tipico del sud Italia ma dalle origini albanesi: Le pittule, cui abbiamo associato carciofi, vedure e i teutonici Bretzel. Le foto non sono pervenute per le medesime ragioni di cui sopra.
Ci rifaremo la prossima volta.

giovedì 28 febbraio 2013

Vento di cambiamenti da levante

Nonostante mi fossi ripromesso di non menzionare i fatti contemporanei a questa esperienza, una minima incursione in questo ultimo giorno di febbraio la voglio fare.
Più per lo status di "giornata storica" che per altro:
Il papa ha lasciato il proprio incarico salendo in cielo con un elicottero (poco più tardi è atterrato altrove... Nixon style); l'è ex primo ministro è stato (nuovamente) imputato per cose che non si addicono ad un blog per gente tranquilla (Nixon style... Ehm); io ho comprato un cellulare (Nixon lo ha mai avuto un cellulare?) e la cucina al vapore ha fatto il suo ingresso in questa casa.
Ma andiamo con ordine...
Il pranzo è stato preceduto da un lungo atto preparatorio, quasi mistico, dove una piccola quantità di farina e acqua si sono tramutati in pasta. L' intervento di forze atte a rompere i magheggi tra i piccoli esseri viventi ivi contenuti ha permesso a questa di crescere e, una volta stesa e lasciata riposare in forno, ha prodotto pane e piadine integrali. Giunte le 16, il pranzo è stato offerto dal signor Rana, con il gentile contributo della piantina di salvia che vive sul nostro balcone.
http://instagr.am/p/WRYtbsKSIj/
12 speciali del Tg5 dopo (scherzo, non prendiamo canale 5 qui) la cuoca è nuovamente ai fornelli. Durante la mia assenza tira fuori wok, pasta di riso e verdure varie e si cimenta nella preparazione del l'involtino primavera vegetariano. Tornato a casa trovo il gatto coi fendinebbia accesi che tenta di ritrovare la sua ciotola nel fumo che invade la cucina.
Fumo non interamente causato dalla frittura degli involtini. Come ho detto, infatti, da oggi un nuovo oggetto campeggerà in cucina: un recipiente di legno con coperchio e base fatta a griglia che permette a quanto vi è contenuto di essere cucinato a vapore...
http://instagr.am/p/WShnZkyipw/
Ed ecco quindi il prodotto dell'antica tecnologia cinese: ravioli vegetariani cotti al vapore.
Così buoni che anche il gatto ha tentato l'assaggio.
"Torna ai tuoi bocconcini di carne!"
http://instagr.am/p/WShD3-SipG/

mercoledì 27 febbraio 2013

La rivolta del quarantotto

Fare un quarantotto, si sa, fa riferimento a creare scompiglio, modificare l'ordine o cambiare la norma. Quando lo scompiglio lo crea il quarantotto (è il numero di un dente del giudizio), son dolori, con tutte le relative ripercussioni del caso. 
Ieri è stato un giorno particolarmente pesante, ed il dente in questione ha fatto di tutto per complicare la propria estrazione, agganciandosi a uncino... 
... ma lasciamo stare.
Il risultato, come avete potuto notare, è stato il salto a piè pari dato l'impegno riposto nella sopravvivenza al dolore e la dieta a base di vellutate in brick (vago ricordo del "vino" tavernello) ci ha privato della voglia di raccontare la nostra esperienza .

Non a caldo, almeno. Ma quello che avete letto è il massimo che concederemo in merito a quel penoso momento.
Passiamo alla ripresa, il momento di allegria, e saltiamo anche la vellutata di stamane a pranzo (patate e carote, per la cronaca) per arrivare al pasto di questo sera. Degno risultato di una magnifica planetaria di origine natalizia, gnocchi di patate integrali con sugo di pomodoro. Anche questa volta quasi tutto fatto in casa. Quasi, perché sappiamo cosa significhi preparare il sugo, in estate, con i pomodori freschi e le mani che bruciano, ma non ci pensiamo minimamente a litigare con i frutti rossi per poi riempire il nostro piccolo giaciglio con bottiglie verdi impolverate. Il sugo lo prepara un tizio di una fabbrica qui in zona e noi gli siamo semplicemente grati.
Ma passiamo al dolce... Churros puri e semplici (oltre che gustosi) con cioccolata calda per intingerli...
Non dico altro. continuo a leccarmi le dita.
Quanto ci stanno piacendo questi 40 Days of Veg.

domenica 24 febbraio 2013

Sunday Morning in Veg

E' domenica... e come ogni domenica ci dedichiamo alla cucina sfiziosa, al nostro momento zen.
Ma a differenza delle altre domeniche (di cui leggerete più avanti, quando avrò il tempo di postprodurre le foto e di buttare giù tutti i testi arretrati) questa domenica ha il vincolo dei 40DoV e di conseguenza la produzione odierna sarà interamente a base di verdure.
Per ovviare all'intrinseca semplicità (la cuoca mi ucciderà) quest'oggi si preparerà tutto nei minimi dettagli. Questo significa che ogni condimento e panificato verrà prodotto direttamente in casa... tutto tranne la pasta.

E dato lo spinoso argomento che permea questa giornata (e per quanto io frema, sorvolerò sull'argomento elezioni) avremo pranzo e cena di forte impronta estera (tanto per prepararci ad una eventuale migrazione... ecco, l'ho detto).
Per pranzo, la chef si è sbizzarrita e ha preparato patate gratinate con riso basmati e spiedini di verdure. Data l'incerto luogo di migrazione, abbiamo optato per una birra francese, tanto da poter dire "le patate le mangiano si in francia che in germania".

E' vero, avevo detto che non avrei fatto polemica... ma volete mettere, ricommettere gli stessi errori del passato...
Ad ogni modo, pasto leggero e sfizioso, facile da preparare e che si accompagna perfettamente ai luppolati. La parte più difficile è pelare le patate e tagliare la cipolla e una volta terminato il pasto ci si può dedicare all'ozio domenicale sul divano, con la lenta "botta" della birra che cala.

Al termine del secondo giro completo della guida di sky, attraversiamo la manica per dedicarci al britannico appuntamento del te. Un te più leggero del solito (i dolcetti sono finiti ieri) e pertanto menzionato per le sole ragioni esterofile di cui sopra.


Al calar della sera, un susseguirsi di tonfi e "pestate" rompono l'assordante silenzio elettorale; la nostra chef si è chiusa in cucina ordinando il coprifuoco e sta dando sfogo alla sua ira...
Con la coda dell'occhio noto che il gatto è sul divano a guardare i Griffin e mi disinteresso della cosa.
Un oretta dopo ecco la sorpresa: Bretzel e pane "alla tedesca" ad accompagnare spaghetti col pesto fatto in casa e Aperol come aperitivo.
Mica male questi 40 Days of Veg. E chi se lo aspettava...

Domani non ci sarà molto da scrivere. Saremo tutti e due obbligati al pasto fuori casa (che promettiamo essere privo di carne) e a seconda dell'esito delle elezioni potremmo dedicarci alla cucina matta o al digiuno depressivo (o alla pizza consolatrice).

Buon appetito...

sabato 23 febbraio 2013

Un educazione classica

Tentare una nuova esperienza porta spesso ad avventurarsi in situazioni esotiche, lontanissime dalla propria quotidianità e non in linea con quella cui ci si sta immergendo. Nel nostro caso ci si trova a considerare piatti a base di seitan o tofu e a sperimentare sapori spesso in contrasto con i nostri gusti e le nostre abitudini. In linea con le ragioni di questo blog, abbiamo deciso di sperimentare, ma con una mano al portafoglio, ed una alla coscienza, abbiamo spostato la nostra curiosità sull'aspetto fotografico di questo blog, riscoprendo invece nell'ambito culinario piatti più tradizionali o in linea con Sunday Morning.
Foto: Tortelloni ricotta e spinaci con burro e salvia #sundaymorning #40daysofvegCome dice Wikipedia, la cucina italiana è piena di piatti vegetariani ed il primo di quest'oggi sono i tortelloni ricotta e spinaci con burro, salvia e ricotta forte in scaglie. Niente di più facile: pochi minuti per bollire i tortelloni (onnipresenti nei supermercati di Bologna), si buttano nella padella con il burro e la salvia, e subito prima di servirli, si grattugia sopra n po di ricotta forte a scaglie grosse.
Il gusto in questo piatto è la sua classicità... e le scaglie grosse di ricotta forte. E' uno di quei piatti in cui mi piace non mischiare il formaggio per preservarne lo spessore ed il caratteristico sapore.
Uno dei pochi casi.


Poi passa il pomeriggio e con esso alcuni dolcetti preparati per un te con gli amici. Causa neve il te è stato consumato privatamente e i dolcetti da terminare sono stati il doppio (e fortunatamente non ci sono foto a prova di ciò). Risultato: all'ora di cena la fame non arriva e la soluzione in questi casi è l'aperitivo.
Foto: Apericena (...)  tartine...  #sundaymorning #40daysofvegApericena, lo chiamano. Ovvero quando si approfitta dell'aperitivo offerto dai locali per farne una vera e propria cena.
La nostra versione semplificata ci vede alla finestra a ridere della gente che scivola fuori (la neve imperversa ancora) sorseggiando del lambrusco e stuzzicando tartine con formaggio fresco, pomodori freschi e secchi con pinoli (anteprima del pasto di domani), pezzi di parmigiano reggiano e asiago.
Anche questo un piatto semplice, veloce e gustoso.
E con la neve che cade fuori tutto fa più inverno e la voglia di queste coccole è innata nella nostra natura.

venerdì 22 febbraio 2013

Il gusto del mandarino


Trovare pasti a base di verdure (prive di carne) nei fast food e nei ristoranti è impresa ardua se non impossibile. Vivere nella città della mortadella garantisce un'ampia scelta di locali con specialità ragù, panificati a base di strutto, sughi di selvaggina ed il meglio degli affettati disponibili a est di greenwich, ma implica una scarsissima disponibilità di cuochi capaci di sostituire l'olio al burro e la relativa pena di chi si riconosce nella via del veganesimo.
Essere veg* deve comportare un approccio particolarmente zen ed una dose di pazienza di gandhiana memoria; ma esserlo per 40 giorni, lo riconosco, corrisponde solo alla memorizzazione di ogni pasto negato in una lista di "torno tra qualche giorno".
Quando però ci si trova a dover mangiare, pranzo e cena, in ristoranti per ragioni lavorative la situazione necessita soluzioni pratiche e, dato che il digiuno non è un opzione, la scelta più azzeccata è certamente il ristorante cinese.
Il cinese... quello degli involtini primavera, il riso alla cantonese ed il pollo alle mandorle. Sono certo che ognuno di voi ci è stato almeno una volta (magari proprio con il menù appena descritto). 

E bene, evitando ognuno dei piatti appena citati (dato il contenuto di prosciutto e pollo) ed iniziando a sfogliare il menù dalla seconda pagina in poi, superato lo scoglio del menu fisso a 10 euro, ci si presentano piatti a base di soia, riso, verdure, tofu e tanti altri nomi tipici della dispensa del novello veg*.
E dovendo compilare due menu per due pasti in due ristoranti cinesi distanti 160 km l'uno dall'altro abbiamo deciso di sperimentare dal pasto semplice all'incompreso.
Ma andiamo per gradi.

Ora di pranzo: interno, giorno... Fuori nevica e la gente si muove a tentoni. 
Stasera si suona in un locale a Piacenza e data l'onnipresente pizza offerta dai gestori si punta sulla cucina cinese... La scena si svolge in un tale take-away di fiducia che, compresa la situazione, acconsente di privare gli involtini primavera della componente carne e ci consegna recipienti di alluminio con riso alle verdure, spaghetti di soia con verdure e i già citati involtini primavera alleggeriti; componente speciale: la salsa agrodolce che verrà unita ad ogni singolo piatto di questa siberiana spedizione.

Ora di cena: interno, notte (a 160 km da casa)... Fuori nevica, la gente barcolla.
Il locale dove tra poco suoneremo ha un menù che prevede solo panini al prosciutto e nelle immediate vicinanze la scelta si riduce ad un ristorante cinese di fianco al locale ed un Road House Grill 100 metri più avanti... Per chi ci conosce la scelta è tutt'altro che scontata.
Il gestore del ristorante Ginese (sull'insegna è scritto così) è particolarmente comprensivo e spiegatagli l'origine delle nostre necessità (se ci sta leggendo, ancora Xie Xie) acconsente a modificare qualche portata del nostro ordine.
I piatti che ci hanno presentato sono stati:
Involtini primavera alleggeriti atto 2°, ravioli di verdure, zuppa con bambù, tofu funghi e non-ho-capito-cos'altro, riso taiwanese alleggerito della componente gamberetti e patatine fritte (memoria di ordinazioni d'infanzia).

Nonostante la ridondanza culinaria, ci possiamo definire soddisfatti della nostra nuova esperienza "mandarina". 
E voi avreste scelto il Road House Grill? e cosa avreste ordinato??

giovedì 21 febbraio 2013

La coscienza del pover'uomo

So bene che il leggero cedimento di ieri può aver fatto dubitare della nostra forza di volontà il migliore dei nostri lettori ma, si sa, si sente la mancanza di qualcosa solo quando la si perde.
Per indole, e per principio, possiamo spesso giornate intere senza toccar carne, ma la "forzatura" dettata da motivazioni empirico-goliardiche traduce una semplice percezione (il vago odore di una grigliata sui tetti di Bologna) in una tremenda necessità.
È giunto il momento di tralasciare queste distrazioni e concentrarsi su realtà meccanicamentre coinvolte nella nostra scelta... Da qui, la cucina povera.
È del pranzo di oggi che stiamo parlando, signore e signori; un pranzo tale da meritare il bis (rara eccezione): Spaghetti con burro, salvia, pan grattato e formaggio grattugiato...
Inutile dire che ha sopito qualsiasi desiderio assassino (potere dell saggezza popolare).


A sinistra della cena
Diciotto metri di pellicola dopo (Appena esce il video capi rete), digeriti un muffin ed un donut, nonché cinque nostalgici pezzi dei No use for a name si giunge alla cena, che, con intento più sobrio del radicale pranzo, si è presentata nella veste di Zuppa di lenticchie e pomodori accompagnata da Crostini con ricotta salata piccante e pomodori secchi (per non menzionare il vino foggiano).

Meno radicali, dicevamo....
E l ragione è dettata dalla scelta del "contorno": Millefoglie con panna e fragole

Mi fermo qui... Per oggi niente dissertazioni sulla vita... Ho poco ferro nel sangue e troppo pessimo vino per andare avanti...
Abbiate fede... I vostri eroi pseudo vegetariani giungeranno integri alla vittoria.

mercoledì 20 febbraio 2013

Verde... d'invidia - 40DoV - 02

Quando si hanno certe abitudini è difficile comportarsi diversamente. È un po come quando ci informano di avere una postura sbagliata (scoliosi non vi dice nulla?) e tentiamo di correggerla autonomamente, concentrandoci e sforzandoci per poi fallire miseramente alla prima distrazione.
È la stesso meccanismo che mi ha portato a considerare l'hot-dog di IKEA come potenziale spuntino delle 11, tra un lavoro ed un altro o che mi ga fatto ipotizzare un imponente cena a base di bistecche per la serata odierna.
Ça va sans dire, sul menu di oggi non vi è traccia ne di cani arrapati, ne "fette di posteriore".
Lo chef, nella sua casacca bianca e col baffo di Daliliana memoria, oggi consiglia...
Pranzo: pennette rigate con sugo di carciofi a pezzettoni (su ricetta di un certo Rana) seguito da creme caramel DIY.
Cena: pilaf di riso basmati con broccoli e formaggio grattugiato (notare l'immagine pre assalto).
La saggezza popolare descrive il riso come una pietanza che mantiene in piedi solo un ora... Dei broccoli, la saggezza popolare non fa menzione, ma posso con certezza affermare che passata detta ora lo stomaco ha ricominciato a brontolare.

Il gatto intanto si mangia i suoi bocconcini di manzo...

martedì 19 febbraio 2013

Inciampare sulla linea di start - 40DoV - 01

40DoV - Giorno 01
Ci hanno sempre detto che quando si prende un impegno è bene mantenerlo. Quando poi si decide di avere come testimone di detto impegno la rete (e le statistiche del post di stamane non lasciano dubbi), inciampare sulla linea di start equivale a cadere dal palco mentre si suona davanti a migliaia di persone.

Coscienti della nostra traballante reputazione virtuale, abbiamo afferrato il toro per le corna e, nonostante il lavoro ci abbia "costretto" ad un pranzo a base di pizza con pomodorini e olive e un insalata classica, stasera abbiamo fatto il nostro primo piccolo passo.

Ed è il momento delle prime grandi rivelazioni (ovvero la delusione dell'integralista). Per chi si aspettava qualcosa di sobrio, in linea con la tradizione pasquale e col tema del sacrificio, della rinuncia e della sobrietà, beh... sbagliato.
Per chi si aspettava rigida astensione da tutto ciò che implica derivati diretti o indiretti degli animali: ci spiace (ma potete continuare a volerci bene).
Per chi si aspettava dell ricette con descrizione minuziosa di ingredienti, foto di ogni misurino e conteggio delle calorie... ma come vi è passato per la testa?
Per chi si aspetta che io prosegua in questo sproloquio... ecco la rassegna del primo vero pasto di questa avventura: Crostino con scalogno, radicchio trevigiano e ricotta salata accompagnato da insalata di radicchio, cetrioli, pomodori e yogurt sotto un imponente bicchiere di Franziskaner gelata (che data l'incertezza della stagione sopisce i dubbi intorpidendo la mente).

Siamo solo alle colonne d'Ercole e la nostra volontà è forte...
Riusciranno i nostri eroi (a voi lascio il resto)

[e scusate per la foto con la birra un po bassa... il fotografo aveva sete]

Il perché della verdura


40 days of veg(...)

Il carnevale è finito e, finalmente, possiamo dichiarare chiuso il periodo invernale e tutti i grassi, dolci, e superalcolici (non storcete il naso) che trangugiamo da 5 mesi a questa parte.
Finisce una stagione e ne inizia un'altra, col suo carico emozionale e i suoi abiti tradizionali dalle tinte lavanda e l'odore d'incenso. 
Da piccoli in questi giorni ci chiedevano di fare un fioretto, rinunciare a qualcosa, in nome di qualcosa di più grande col celato intento di alleggerirci dal peso e delle cattive abitudini assunte. Da grandi riunciamo al fioretto e aspettiamo 48 giorni per giustificare il prossimo pranzo a base di colesterolo.

Quest'anno, invece, ci imbarchiamo in una esperienza tutta nuova, con scopi "scientifici" più che etici o religiosi.
Ce la faranno due trentenni onnivori a passare quaranta giorni rinunciando alla carne?
L'anemico dei due arriverà integro al traguardo di questa (non) eccezionale esperienza senza addentare il commesso del reparto frutta? E soprattutto, riusciranno a non indispettire i veri vegetariani (e ancor di più i vegani) con il loro goffo tentativo?

Questo è 40 days of veg... E tutto questo inizia oggi

venerdì 1 febbraio 2013

... e il settimo giorno creò la cucina

Incipit: ovvero le ragioni della domenica mattina.
Le nostre settimane sono dominate dalla ridondanza.
Lunedì sveglia presto, cappuccino, lavoro, caffè-cracker-caffè, panino al bar, dinuovolavoro, cracker-caffè e aperitivo-perché-rifiuto-il-lunedì-convenzionale.
Da martedì a venerdì è carta carbone, con caratteristiche sbavature da copia, la triste resa dell'aperitivo al frugale pasto davanti alla televisione e la relativa riscossa del venerdì, col suo carico di salatini e alcool e le disco-variazioni sul tema.
Poi c'è il sabato: iniquo giorno pseudo-lavorativo, dedicato al goliardico rito del "se non vado a dormire alle mille la mia vita non ha senso" con la conseguenza logica di domeniche relegate a mezza giornata dedicata alla ripresa da hangover.
Pensare a quelle mattine di sole, lontano ricordo di infanzia, quando svegliandosi alle 8 si sentiva già l'odore del pranzo sui fornelli e la domenica aveva anch'essa 24 ore e dei pasti decenti.
Questa è la ragione che ci porta qui tutte le domeniche mattina. Non riesumare un ricordo da riseppellire dopo che l'aura del profumo del sugo sarà svanita, ma riprendere possesso, in chiave odierna, di quelle ore mattutine, di quei gesti "zen" e di un piacere di mangiare, magari spendendo meno di un aperitivo, che questa routine ci ha lentamente portato via.
Queste sono le ragioni di Sunday morning.